Le novità del Decreto Rilancio per l’acquisto con e senza rottamazione
Con la conversione in legge del Decreto Rilancio sono diventate operative le nuove misure che ridefiniscono i contributi dell’ecobonus per l’acquisto di moto e scooter elettrici o ibridi.
Per veicoli nuovi di categoria L a due, tre o quattro ruote, ibridi o elettrici ( L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e.) è stato, infatti, introdotto sia il contributo al 30% del prezzo d’acquisto senza ricorrere alla rottamazione, sia aumentato al 40% il contributo già previsto con la rottamazione.
In particolare, le percentuali dell’ecobonus sono così ridefinite:
30% del prezzo d’acquisto fino a massimo 3.000 euro senza rottamazione;
40% del prezzo d’acquisto fino a massimo 4.000 euro con rottamazione.
13 milioni di euro per favorire la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti.
La Regione del Veneto mette a disposizione oltre 13 milioni di euro per incentivare le imprese alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti.
DESTINATARI
Possono partecipare al bando le micro, piccole e medie imprese (PMI) che possiedono i seguenti requisiti:
iscrizione al Registro delle Imprese da almeno 12 mesi;
esercizio di un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati nel bando;l’unità operativa, o le unità operative, in cui realizza il progetto in Veneto;
avere il pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposta a procedure concorsuali in corso o aperte;
non essere un’impresa in difficoltà;
essere in regola con le norme in materia previdenziale, assistenziale e assicurativa (nei confronti di INPS, INAIL);
possedere la capacità amministrativa, finanziaria e operativa necessaria per la realizzazione dei progetti;
possedere i requisiti di onorabilità.
Le aziende possono richiedere contributi per progetti coerenti con il Piano Energetico Regionale e finalizzati al contenimento della spesa energetica, alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti e alla valorizzazione delle fonti rinnovabili secondo le opportunità di risparmio energetico individuate e quantificate dalla diagnosi energetica.
In particolare, saranno finanziate le spese per:
l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, sistemi, componenti;
i lavori edilizi e impiantistici;
le diagnosi energetiche;
il rilascio delle certificazioni di gestione ambientale o energetica;
i premi versati per le garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari.
L’agevolazione, concessa nella forma di contributo a fondo perduto, è pari al 30% della spesa rendicontata ammissibile, che deve essere compresa tra 80.000 euro e 500.000 euro.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
Le domande possono essere presentate alla Regione del Veneto entro il 15 ottobre 2020, esclusivamente attraverso il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria (SIU), www.regione.veneto.it/web/programmi-comunitari/siu.
Con Deliberazione di Giunta regionale n. 1739 del 19 novembre 2018 è stato approvato il Piano di Attuazione regionale della Garanzia Giovani che individua le misure da adottare per realizzare la seconda fase del Programma.
Garanzia Giovani – seconda fase
Con DGR n. 916 del 28/06/2019 è stato approvato l’Avviso “Ad Hoc – Formazione ai neo-assunti” che dà attuazione alla Misura 2C “Assunzione e Formazione” del piano di Attuazione regionale della Garanzia Giovani. L’Avviso intende favorire la realizzazione di attività finalizzate ad adeguare le competenze dei giovani ai fabbisogni professionali delle imprese attraverso l’inserimento in percorsi di formazione post-assunzione da attivarsi entro 120 giorni dalla data di avvio del rapporto di lavoro risultante dalla CO o precedenti l’avvio dell’attività lavorativa purché sia già stata formalizzata l’assunzione. L’esigenza di colmare un gap formativo deve essere formalizzata prima dell’assunzione del giovane, redigendo un progetto formativo, che prevede la collaborazione tra l’azienda e il servizio privato accreditato.
Si precisa che le attività realizzate nel quadro del presente Avviso sono soggette al rispetto delle norme regolamentari in tema di Aiuti di Stato. Il regime di aiuto di stato attivabile per progetto può riguardare o il Regime de minimis ex Reg. 1407/2013 o il Regime di esenzione ex Reg. (UE) 651/2014.
I tempi di presentazione dei progetti sono regolati da 12 sportelli mensili a partire dal 1 settembre 2019.
Misure previste dal Piano di attuazione
Le Misure previste dal Piano di attuazione sono realizzate nel quadro del Programma Operativo Nazionale (PON) Iniziativa Occupazione Giovani (IOG). La dotazione di questo Piano è pari a Euro 26.905.588,00. Le misure attivate sono le seguenti:
1A – Accoglienza e informazioni sul Programma
1B – Accesso alla garanzia (presa in carico, colloquio individuale e profiling, consulenza orientativa)
1C – Orientamento specialistico o di II livello
1D – Intercettazione e attivazione di giovani NEET svantaggiati
2A – Formazione mirata all’inserimento lavorativo
2C – Assunzione e formazione
3 – Accompagnamento al lavoro
5 – Tirocinio extra-curriculare
5bis – Tirocinio extracurriculare in mobilità geografica
7 – Sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità
8 – Mobilità professionale transnazionale e territoriale
Ai fini della compilazione della “Relazione finale – Documento di accompagnamento” (All. A) al DDR 1 del 14 gennaio 2020, in assenza di calendario e foglio mobile vidimato, quale data deve essere indicata accanto alle attività di accompagnamento svolte?
L’Allegato A “Relazione finale – Documento di accompagnamento” al DDR 1/2020 costituisce parte della documentazione da presentare a rendiconto quale giustificativo dei costi relativi alla Misura 3 “Accompagnamento a Lavoro” per cui si richiede un rimborso.
Nel campo “data” deve essere indicata, in relazione a ciascuna attività tra quelle svolte (una o più di una), la data effettiva di avvio dell’erogazione del servizio. In caso il servizio si realizzi in più date, quindi, deve essere indicata la prima. Tutte le date indicate in tale documento dovranno essere, in ogni caso, successive a quella di avvio dell’edizione riferita allo specifico destinatario, come registrata nel portale A39.
A tal proposito si ricorda che la scheda di Misura 3, come riportata nel PAR Veneto (DGR 1739/2018), prevede che l’attività di accompagnamento possa avere una durata massima di 6 mesi. Pertanto, il risultato occupazionale deve essere raggiunto, entro massimo 6 mesi dall’avvio dell’attività di accompagnamento e comunque non oltre i termini previsti per la presentazione del rendiconto.
POR FSE 2014-2020 – Obiettivo generale “Investimenti in favore della crescita e l’Occupazione” Asse I – Occupabilità Bonus occupazionali: incentivi per l’occupazione dei giovani e la stabilizzazione dei dipendenti nelle imprese colpite dalla pandemia di COVID-19
Incentivi per l’occupazione dei giovani e la stabilizzazione dei dipendenti nelle imprese
La Regione del Veneto ha approvato l’Avviso pubblico e la Direttiva per la presentazione delle domande di contributo riguardanti la concessione di Bonus occupazionali per le imprese private di micro, piccola o media dimensione che nel periodo compreso tra il 1 febbraio ed il 31 ottobre 2020 hanno stipulato rapporti di lavoro per l’assunzione o che nel medesimo periodo hanno provveduto alla trasformazione contrattuale a tempo indeterminato full time a favore di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
Possono presentare la domanda di contributo i seguenti soggetti richiedenti datori di lavoro per i propri dipendenti:
1. Le imprese, nella persona del legale rappresentante, rientranti nella definizione di Micro, Piccola e Media Impresa (PMI) ai sensi della normativa comunitaria in vigore – Allegato I del Reg. (UE) n. 651/2014, di qualsiasi settore di attività con sede legale e con almeno un’unità produttiva in Veneto;
2. I lavoratori autonomi, che risultino iscritti all’Albo professionale, all’Ordine o al Collegio professionale di competenza, ovvero, ove questi non siano costituiti, i lavoratori autonomi che esercitino l’attività professionale secondo le norme vigenti, e le associazioni tra professionisti iscritti presso gli Albi/Registri competenti, la cui unità produttiva è localizzata in Veneto.
La presentazione delle domande dovrà avvenire secondo la disposizione degli sportelli nel calendario di seguito riportato e con le modalità previste dalla direttiva:
Legge regionale 23/1994 “Norme per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’apicoltura” – Contributi agli investimenti – Apertura termini per la presentazione delle domande di contributo, modalità e criteri per l’istruttoria.
Destinatari
Associazioni degli apicoltori e gli imprenditori apistici
Norme di riferimento
Legge Regionale n. 23 del 18 aprile 1992, art. 2
Finalità
Si finanziano interventi per lo sviluppo e la valorizzazione dell’apicoltura nel territorio della Regione del Veneto.
Gestione della domanda
La gestione tecnica, finanziaria ed amministrativa dei procedimenti relativi all’attuazione del bando inclusa l’adozione della modulistica per la presentazione delle domande di finanziamento e la rendicontazione è di competenza dell’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura-AVEPA (sito internet Avepa: https://www.avepa.it/miele) tel. 049 7708711 – fax. 049 7708750.
POR FESR 2014-2020. Asse 1. Azione 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”. Bando per il sostegno a progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle reti innovative regionali e dai distretti industriali.
Il bando finanzia progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale attuati da imprese aderenti alle Reti Innovative Regionali o appartenenti ai Distretti Industriali in collaborazione con organismi di ricerca.
Gli obiettivi specifici e i risultati attesi da ciascun progetto dovranno essere volti alla mitigazione degli effetti negativi derivanti dall’emergenza sanitaria generata dalla pandemia di “COVID-19”. A tal fine, le innovazioni nei prodotti, nei servizi, nei processi, nelle tecnologie, promosse dal progetto, potranno essere orientate a fronteggiare la situazione emergenziale contingente, oppure essere proiettate in un’ottica post-emergenziale, per la transizione a nuovi modelli industriali, produttivi, di business e di consumo.
Il Sistema Informativo Unificato per la Programmazione Unitaria (SIU)
La Regione del Veneto, per le procedure di accesso ai principali fondi strutturali e di investimento europei, con la programmazione 2014-2020 si è dotata di un nuovo strumento: il “Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria” (SIU). Con la programmazione 2014-2020, pertanto, anche l’accesso alle risorse programmate dai bandi del Programma Operativo Regionale per la parte relativa al Fondo europeo di sviluppo regionale (POR FESR 2014-2020) avverrà tramite il SIU.
Richiesta delle credenziali di accesso
Per poter usufruire dei servizi messi a disposizione con il SIU, come avviene in generale anche per altri servizi informativi regionali, il primo indispensabile passo da compiere è l’accreditamento al sistema informativo. L’applicativo per richiedere le proprie credenziali di accesso è attivo al seguente link: https://siu.regione.veneto.it/GUSI/ NB:Una volta inseriti i dati anagrafici e confermata quindi la domanda, sarà necessario: scaricare, firmare digitalmente e allegare la domanda, leggere l’informativa e procedere con l’inoltro della richiesta. Per informazioni dettagliate sulla procedura di accreditamento, si può consultare il Manuale Utente GUSI per il FESR [file pdf 2MB]
Si fa presente che a seguito della compilazione dei Quadri della Domanda si dovrà: 1. Indicare il numero e la tipologia degli allegati nel Quadro Allegati e procedere ad allegarli (è possibile allegarli anche dopo la Conferma). Gli allegati facoltativi possono essere inseriti cliccando sul tasto Nuovo; 2. Risolvere eventuali segnalazioni bloccanti nel Quadro Anomalie (dopo aver cliccato sul tasto Controlla); 3. Confermare la Domanda; 4. Scaricare la Domanda (pulsante “Genera modulo domanda”) e firmarla digitalmente (senza rinominare o sovrascrivere il file scaricato); 5. Allegare la Domanda firmata ed eventuali altri allegati non già inseriti al punto 1 nel Quadro Allegati; 6. Presentare la Domanda.
NB:Il beneficiario è tenuto, in fase di rendicontazione finale, all’inserimento, tra gli allegati alla domanda, di alcune foto significative relative all’intervento finanziato.
L’applicativo SIU consente di caricare solo file che singolarmente hanno una dimensione massima di 5 Mb, quindi, per evitare problemi di caricamento, si consiglia di ridurre il peso degli allegati seguendo le indicazioni dei paragrafi Dimensione file e Software descritti nelle seguenti linee guida alla presentazione delle domande. Non è possibile, inoltre, caricare complessivamente più di 80 Mb di allegati per ciascuna Domanda.
Prima di firmare digitalmente gli allegati della Domanda, si raccomanda di salvare il file in un formato non editabile (es. pdf) e non criptato (es. file con password). Nel caso in cui il bando richieda più firme digitali sullo stesso file, si dovrà prestare attenzione a rinominare il file, dopo l’apposizione delle firme digitali, al fine di non caricare un file con la doppia estensione p7m ( es. Allegato C1.p7m.p7m).
Al fine di garantire l’assistenza tecnica e la soluzione delle problematiche in tempi utili per rispettare i termini di chiusura per la presentazione delle Domande, si suggerisce di effettuare per tempo prove di compilazione dei Quadri della Domanda e prove di caricamento degli allegati.
La Regione del Veneto, attraverso il Fondo Sociale Europeo, supporta con 3 milioni di €, i professionisti e le aziende del settore cultura e spettacolo, fra i più colpiti dall’emergenza Covid-19.
Con tale iniziativa, che si pone all’interno dell’Asse Occupabilità del POR FSE 2014-2020, si intende favorire la realizzazione di percorsi formativi e di accompagnamento per la riorganizzazione delle attività e dei servizi culturali, finalizzati a ridisegnare l’offerta, ad adeguare gli spazi culturali secondo le nuove modalità di sicurezza e a progettare nuovi servizi e nuove produzioni culturali in stretta attinenza con l’attualità.
Asse I – Obiettivo tematico 8 – priorità d’investimento 8.v – DGR n. 818 del 23/06/2020.
I principali obiettivi dell’iniziatia:
ridefinizione delle modalità di richiesta o di fruizione dei servizi culturali;
adattamento e modifica dell’offerta di servizi/produzioni;
revisione dei modelli organizzativi di produzione ed erogazione dei servizi e delle produzioni;
allestimento di nuove forme di spettacoli/rappresentazioni;
rinegoziazioni contrattuali con clienti/fornitori/pubblica amministrazione in conseguenza del mutare delle condizioni di erogazione e fruizione dei servizi e delle produzioni;
l’adozione di adeguati strumenti di comunicazione (canali web e contest).
I progetti, che potranno essere destinati a una o più organizzazioni o imprese del settore culturale, dovranno prevedere la realizzazione di un Piano di Adeguamento e di Rilancio finalizzato a ridisegnare l’offerta e le modalità organizzative necessarie all’erogazione dei servizi e dei prodotti culturali.
Destinatari
Le attività progettuali sono rivolte a occupati – lavoratori, titolari d’impresa, coadiuvanti d’impresa, liberi professionisti, lavoratori autonomi – presso:
Soggetti di natura privata, imprese e non, del settore della cultura e dello spettacolo quali enti, istituti, associazioni, fondazioni, cooperative, imprese teatrali, gruppi di teatro amatoriale legalmente costituiti e loro aggregazioni, e altri soggetti di natura privata operanti nei settori museale ed espositivo e dello spettacolo dal vivo e comprendenti attività artistiche, culturali, di intrattenimento e divertimento, che abbiano tra le proprie finalità statutarie la promozione e la diffusione culturale in detti settori;
Imprese che gestiscono servizi artistici o culturali presso spazi pubblici (ad esempio presso musei e altre attività culturali);
Imprese culturali, creative e dello spettacolo dal vivo (es. produzione audiovisiva, produzione ed esibizione performance artistiche).
Obiettivi
L’iniziativa ha la più ampia finalità di rilanciare il settore dei servizi e delle produzioni culturali e creare un volano per far ripartire le prestazioni delle organizzazioni e dei professionisti della cultura, dei beni culturali e dello spettacolo, comprese le organizzazioni e le imprese che erogano servizi ausiliari e di supporto. Si prevede, pertanto, di sostenere la progettazione e la realizzazione di nuovi servizi e nuove proposte culturali che siano anche in grado di narrare a livello internazionale il contesto nazionale e regionale attuale.
Tipologia di progetti
I progetti – monoaziendali e pluriaziendali – dovranno prevedere la realizzazione di un Piano di Adeguamento e di Rilancio e avere l’obiettivo di definire nuove produzioni e/o nuovi servizi nonché mirare alla riorganizzazione e all’adeguamento dell’offerta di strutture private (imprese, associazioni, spazi, ecc.) o di enti gestori di servizi artistici o culturali presso spazi pubblici.
Fasi
Piano di Adeguamento e Rilanciodell’offerta di servizi e produzioni artistiche e culturali (fino al 10% del valore complessivo del progetto e comunque non oltre Euro 10.000):
Elaborazione del Piano in merito a:
Ridefinizione delle modalità di richiesta/fruizione di servizi
Adattamento e modifica dei servizi offerti
Rinegoziazioni contrattuali con clienti/fornitori/PA
Revisione dei modelli organizzativi di produzione ed erogazione
Allestimento di nuove forme di spettacoli/rappresentazioni
> Action Research > Assistenza e consulenza > Coaching > Focus group > Seminari > Workshop > Webinar
Formazione e accompagnamento per nuovi servizi, alfabetizzazione o di aggiornamento delle competenze digitali rilevanti per il settore
Formazione (anche in remoto o con metodologie collaborative)
Assistenza e consulenza per l’accompagnamento allo sviluppo dell’offerta
Iscrizione a piattaforme di e-learning
Voucher di alta formazione
Hackathon
Teatro d’impresa
Visite studio
Focus group
Seminari
Workshop
Webinar
Project Work
Laboratorio dei Feedback
Potenziamento organizzativoe di adeguamento delle strutture alle esigenze di sicurezza (non potranno essere superiori al 50% del costo complessivo del progetto):
Tirocini
Temporary manager
Assistenza e consulenza
Acquisto o noleggio di attrezzature
Dotazioni correlate ai Dispositivi di Protezione Individuale, attrezzature necessarie per adeguare gli spazi alla necessità di distanziamento sociale, attrezzature finalizzate alla sanificazione
Promozione e diffusione della nuova offertamediante interventi mirati, canali social, festival, ecc (fino al 5% del valore complessivo del progetto)
Spese di promozione e diffusione
Evento finale
Soggetti proponenti
Le proposte progettuali possono essere presentate da soggetti accreditati per l’ambito della Formazione Continua.
Forme di partenariato
Sin dalla fase di presentazione, è previsto il partenariato obbligatorio (aziendale) con almeno uno o più soggetti destinatari dell’iniziativa. Nella prospettiva di valorizzazione delle buone prassi e con il fine di promuovere e rafforzare la reti territoriali del settore, verranno considerati premianti i progetti pluriaziendali il cui partenariato sia costituito da piccole organizzazioni del settore culturale.
Risorse disponibili e vincoli finanziari
Gli importi messi a disposizione da parte della Regione del Veneto per la realizzazione delle iniziative ammontano a € 3.000.000,00. Le proposte progettuali dovranno avere un valore complessivo non inferiore ad Euro 20.000,00 e non superiore ad Euro 150.000,00. Ciascun progetto, dovrà prevedere, a pena di inammissibilità, un costo massimo per utente pari a € 4.000,00, escluse le spese di dotazione, le indennità per il tirocinio, incentivi per il Temporary manager, le spese ammissibili per la costruzione del Piano di Adeguamento e di Rilancio ed ogni altro onere riferibile direttamente al destinatario finale.
Modalità e tempistiche di presentazione della domanda
I progetti, che potranno essere destinati a una o più organizzazioni o imprese del settore culturale, dovranno prevedere la realizzazione di un Piano di Adeguamento e di Rilancio finalizzato a ridisegnare l’offerta e le modalità organizzative necessarie all’erogazione dei servizi e dei prodotti culturali e dovranno essere presentati entro le ore 13.00 del 30 luglio.
Per partecipare al bando rivolgiti ad un Ente di Formazione Accreditato per la Formazione Continua della Regione del Veneto (ti forniremo noi quella più comoda per te).
Aiuti previsti per la misura ristrutturazione e riconversione dei vigneti del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo – Annualità 2021.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO: Regolamento (UE) n. 1308/2013, art. 46
A chi è rivolto
Conduttori di superfici vitate (viticoltori) – Possono beneficiare dell’aiuto i soggetti che hanno uno schedario viticolo aperto.
Finalità
Favorire attraverso un regime di aiuti, la riconversione e la ristrutturazione dei vigneti con lo scopo di aumentare la competitività.
Descrizione bando
La misura relativa alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti ha lo scopo di aumentare la competitività dei produttori di vino.
Non è ammessa la presentazione di istanze da parte di soggetti che risultano aver presentato rinuncia a domande finanziate o che non hanno presentato richiesta di collaudo/saldo o che sono incorsi in decadenza totale della domanda.
Le domande di aiuto possono essere presentate esclusivamente tramite gli appositi moduli degli applicativi dell’AVEPA.
Le attività ammissibili sono:
ristrutturazione mediante:
a) riconversione varietale che consiste nel reimpianto sullo stesso appezzamento o su un altro appezzamento, con o senza la modifica del sistema di allevamento, di una diversa varietà di vite;
b) ristrutturazione, che consiste:
nella diversa collocazione del vigneto attraverso il reimpianto del vigneto stesso in una posizione più favorevole dal punto di vista agronomico, sia per l’esposizione che per ragioni climatiche ed economiche;
nel reimpianto del vigneto attraverso l’impianto nella stessa particella ma con modifiche alla forma di allevamento o al sesto di impianto.
c) miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti anche attraverso azioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno e delle forma di allevamento (azioni attuate contestualmente alle attività a e b.
A livello regionale viene stilata una graduatoria di tutte le domande risultate ammissibili e finanziabili con i fondi stanziati a livello nazionale.
L’aiuto viene erogato per l’80% in forma anticipata, previa presentazione da parte del richiedente di una valida polizza fidejussoria di importo pari al 110% dell’aiuto anticipato.
I lavori in campo devono essere realizzati entro i termini previsti dal bando. Il collaudo in campo dei lavori realizzati, svolto sul 100% delle domande, deve essere richiesto dal beneficiario tramite la presentazione di una apposita domanda informatica, entro i termini specificati per ciascun bando.
Durante questi controlli viene verificato che i lavori siano stati realizzati a regola d’arte e che siano presenti tutti i giustificativi di spesa, come specificato nelle procedure approvate dall’AVEPA per ogni bando annuale.
Qualora l’esito del collaudo sia positivo, si procede con il pagamento del saldo e lo svincolo della polizza fidejussoria. Qualora, invece, venga riscontrato un esito parzialmente o totalmente negativo, si procede con il recupero di quanto indebitamente erogato.
Il contributo a fondo perduto, previsto dal “decreto Rilancio” (Dl n. 34 del 19 maggio 2020), consiste nell’erogazione di una somma di denaro senza obbligo di restituzione.
A chi è rivolto
Il contributo spetta ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione di fatturato subita a causa dell’emergenza epidemiologica.
I requisiti per accedere
Possono ottenere l’agevolazione i contribuenti che nel 2019 hanno conseguito un ammontare di ricavi e compensi non superiore a 5 milioni di euro.
E’ necessario, inoltre, soddisfare una delle tre seguenti condizioni:
aver avuto un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del mese di aprile 2019
aver iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018
avere il domicilio fiscale o la sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi, i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020.
Come e quando chiedere il contributo
I contribuenti aventi diritto possono richiedere il bonus con apposita istanza, da presentare esclusivamente in via telematica dal 15 giugno al 13 agosto 2020.
Nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le domande possono essere inviate dal 25 giugno al 24 agosto 2020.
Provvedimento del 10 giugno 2020 – Definizione del contenuto informativo, delle modalità e dei termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34
Circolare n. 15/E del 13 giugno 2020 – pdf – Chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19»
Risoluzione n. 37 del 26 giugno 2020 – pdf – Istituzione dei codici tributo per la restituzione spontanea, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, del contributo a fondo perduto non spettante di cui all’articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34
Passa da 20mila a 25mila euro l’importo massimo degli aiuti de minimis concedibili (nell’arco di tre esercizi finanziari) alle imprese che operano nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
Ciò è possibile in quanto lo Stato italiano si è dotato di un registro degli aiuti completo delle informazioni richieste dal regolamento UE n. 1408/2013. L’Italia è il primo paese in Europa a poter concedere aiuti de minimis alle imprese agricole con il massimale più alto.
Il nuovo massimale si applica a partire dal 7 luglio 2020.
Per quanto riguarda le misure di aiuto che il PSR del Veneto 2014-2020 finanzia in regime de minimis, questo nuovo massimale interessa le regole esistenti di cumulo degli aiuti de minimis complessivamente ricevuti da un’impresa.
In termini semplici, la regola generale prevede che, nel caso un’impresa riceva aiuti de minimis ai sensi dei diversi regolamenti unionali, questi aiuti possano essere cumulati fino al raggiungimento del massimale di 200.000 euro (è il caso del PSR).
Ad esempio, un’impresa agricola che ha ottenuto, per altre fonti, aiuti de minimis agricoli (regolamento UE n.1408/2013) fino al massimale di 25.000 euro e che intende ora investire nell’attività agrituristica con il contributo del PSR (tipo di intervento 6.4.1), potrà ricevere fino a 175.000 euro.